on top

PIGNORAMENTO PRESSO TERZI

Martedì, 11 Settembre 2012 06:47 Scritto da 

Equitalia sud spa (già Gest Line spa) è l'Ente deputato per la riscossione per conto dell'Agenzia per le Entrate, INPS, INAIL  e altri Enti pubblici territoriali. Tra gli strumenti  che la legge mette a disposizione vi è il “Pignoramento presso terzi”: misura prevista dall'art.72bis del DPR 602/73, con tale strumento Equitalia ingiunge ad un terzo (di cui il debitore esattoriale è creditore) di procedere al pagamento di un importo pari ad debito esattoriale. Orbene, vista la frequenza con cui tale strumento viene utilizzato, si è posto il problema di  conoscere quali siano gli strumenti che la legge mette a disposizione per chi volesse opporsi al pignoramento stesso e come individuare il giudice competente.  Preliminarmente Equitalia DEVE notificare l'atto di “pignoramento presso terzi” anche al debitore per cui dalla notifica di tale atto decorre il termine per  proporre eventuale opposizione. Orbene tale opposizione, secondo Equitalia, andrebbe proposta solo ed esclusivamente innanzi al “giudice delle esecuzioni” presso l'AGO mentre è in continua evoluzione la giurisprudenza per cui anche altri giudici si sono dichiarati competenti. Questo scritto si soffermerà ad analizzare la   sentenza n. 212 del 13 giugno 2011, Sez. XIII, della Commissione Tributaria Provinciale di Caserta.

Breve descrizione della problematica: Una professoressa nel mese di gennaio 2011 sta per andare in pensione e per cartelle relative agli anni precedenti Equitalia notifica un pignoramento presso terzi sulla liquidazione sia alla contribuente che all'INPDAP.

Primo problema:  a quale giudice rivolgersi? Atteso che le cartelle poste a base del pignoramento presso terzi afferivano ad IRPEF ed IVA si è optato per la proposizione del ricorso innanzi al Giudice Tributario  – con riserva di chiedere al giudice che eventualmente si fosse dichiarato incompetente la remissione in termini per proporre ricorso a quello che questi avesse dichiarato competente.

Secondo e più importante problema: cosa inserire tra i motivi del ricorso?  Il motivo principale del ricorso è stato quello della mancata notifica degli atti prodromici con altri motivi quali errore di procedura trattandosi di pignoramento di crediti da lavoro dipendente (tale tipo di pignoramento richiede una procedura diversa)  

Equitalia si costituisce in giudizio chiedendo principalmente la declaratoria di incompetenza da parte del giudice tributario ed in secondo luogo depositando delle presunte regolari notifiche degli atti prodromici

Nelle successive memorie difensive vengono ribaditi i motivi del ricorso e viene chiesto al giudice di dichiararsi competente in quanto l'art. 19 del D.Lgs. 546/92 prevede espressamente l'elenco degli atti impugnabili innanzi la Commissione Tributaria ed al terzo comma recita “Gli atti diversi da quelli indicati non sono impugnabili autonomamente. Ognuno degli atti autonomamente impugnabili può essere impugnato solo per vizi propri. La mancata notificazione di atti autonomamente impugnabili, adottati precedentemente all'atto notificato, ne consente l'impugnazione unitamente a quest'ultimo.” orbene se gli atti prodromici non risultano regolarmente notificati appare evidente che la impugnativa del pirgnoramento è necessaria per la impugnazione delle cartelle da cui il pignoramento stesso scaturisce.

La Commissione Tributaria Provinciale di Caserta con la sentenza esaminata accoglie il ricorso  dichiarando la propria competenza e condanna Equitalia al pagamento delle spese.

La sentenza dei giudici casertani è condivisibile  anche per un'altra motivazione che viene richiamata nel corpo della sentenza stessa, ovvero il pignoramento presso terzi previsto dall'art. 72bis del DPR 602/73 non rientra negli atti di esecuzione previsti dal codice di procedura civile in quanto  contiene un ordine dato ad un terzo di versare entro  15 gg. L'importo pignorato e tale ordine non passa per il vaglio di un giudice come per il pignoramento presso terzi di cui agli artt- 543 e segg. Cpc;  può ben dirsi che il pignoramento presso terzi è un atto di riscossione e non di esecuzione.

Ovviamente il presente scritto non ha alcuna presunzione di completezza in una materia che è in continua evoluzione ed è soggetta al “libero convincimento del giudice” per cui è possibile avere anche delle sentenze contrastanti nel contenuto, però (questo scritto) vuole essere uno sprone ai colleghi per trovare vie nuove a tutela dei nostri clienti e ak fine di valorizzare la professione di commercialista per l'esercizio della quale lo studio e la formazione continua solo l'unica discriminante.

(articolo già inviato alla rivista P & S dell'ODCEC di Nola)

 

 

 

News da IUSSIT

Vista la stretta collaborazione ed i rapporti con IUSSIT.EU, proponiamo gli aggiornamenti direttamente dal loro sito web. Clicca per leggerli integralmente.